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Eccola qua!
La cassetta dei Nuvolablu, la nostra seconda uscita. Ristampata su cassetta (ovviamente) blu, in edizione molto limitata di sole 78 copie numerate a mano (più in basso i perché e i percome), e soprattutto disponibile per la prima volta in streaming e download.
Esce il 1 aprile, ma la potete preordinare fin da ora sia attraverso la nostra pagina Bandcamp, sia contattandoci direttamente.
Vi conviene preordinarla perché ce ne sono poche, perché vi costa un po’ di meno (10 euro spedizione Posta1 compresa) e perché facendolo avrete diritto a uno sconto del 40% su tutti i titoli del nostro catalogo fisico e digitale. Affrettatevi.
Ah, il 1 aprile arriva su tutte le maggiori piattaforme di streaming e download digitale anche tutto il resto del nostro catalogo!
Qui sotto, qualche parola in più su Occhi Rossi a Colazione.

*****

Registrato nel 1996, Occhi Rossi A Colazione è il secondo album dei Nuvolablu. Solo che il gruppo si è sciolto prima che uscisse, e lui non è mai uscito. O meglio, non è mai uscito come ci si aspettava che uscisse:
– poco dopo la sua registrazione;
– con i suoi autori pronti a suonarlo in giro;
– come nuovo e attesissimo album di quella che all’epoca era una delle formazioni di punta della scena punk/hardcore nazionale, reduce da alcuni ottimi singoli e da un primo album considerato uno dei capolavori italiani del genere, nonché fra i massimi esempi della sua prima e originaria declinazione emo.

Insomma, è uscito due anni dopo e solo su cassetta. Che all’epoca non era il formato hip di adesso, ma quello dei demotape, di tante compilation, di chi non aveva molti soldi da spendere – da una parte e dell’altra del tavolino delle autoproduzioni. Comunque sia: fu la seconda uscita Love Boat e cercammo di farla a modo, con le cassette duplicate professionalmente e le copertine stampate in tipografia. Ne tirammo anche diverse centinaia. Vendute quelle, stop.

Nel 2021, però, aprendo infine gli ultimi scatoloni di un trasloco del 2019, da uno di quelli siglati “LB” salta fuori una mazzetta delle suddette copertine. Sono 78, contate. Che fare? Una ristampa limitata e numerata a mano della cassetta, innanzitutto. E a quel punto, perché non cogliere la palla al balzo e rendere l’album disponibile ufficialmente anche in digitale, per la prima volta, esattamente 23 anni dopo la sua uscita e 25 dopo la sua registrazione?

25 anni, sembra ieri. Dal demotape con cui li avevamo conosciuti ne sono passati addirittura 28. C’è questo trio di Ivrea, sono giovanissimi, sembrano i Fugazi ma più hardcore, si diceva (meglio: sembrano una sintesi di varie epoche del suono di Washington, dalla Revolution Summer del 1985 alle sue evoluzioni dei ’90, con un pizzico di Quicksand magari). E infatti, l’impatto dei Nuvolablu su chi se li vide arrivare addosso del tutto inaspettati fu quello: non hai idea di chi siano, in un giro in cui si è talmente pochi che bene o male ci si conosce tutti, ma suonano esattamente come il gruppo che vorresti sentire in quel momento. Dinamici, potenti, precisi, diversi da ogni altro in giro in quel momento. Capaci con la loro semplice esistenza, e ovviamente con la loro musica, di farti sembrare il mondo un posto migliore di quello che pensavi. O la provincia di Torino, quantomeno.

In un paio d’anni escono un singolo da soli, uno diviso con i Tempo Zero e il primo album di cui sopra, Vivere La Luna. Nel 1996 esce un altro split, con i Sensounico. E viene registrato Occhi Rossi A Colazione, appunto. Un lavoro maturo, ma ancora ricco della carica e della freschezza che avevano colpito così tanti così nel profondo. L’apice di un percorso veloce e bruciante che avrebbe meritato di durare più a lungo, come si dice in questi casi. Ma se ai posteri restano dischi così, un gruppo può anche suonare tre mesi e basta, chi se ne frega.

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